IL DENARO PROVENIENTE DA FRODE FISCALE INTEGRA IL REATO DI AUTORICICLAGGIO

La condotta di investimento delle somme rinvenienti dal reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, rispettivamente disciplinati dagli artt. 3 e 8 del dlgs n. 74 del 2000, può considerarsi rilevante sul piano penale con riferimento alla fattispecie di autoriciclaggio prevista dall’art. 648ter.1.

Ciò perché la lecita vestizione delle somme, dei beni o delle altre utilità, provenienti dai citati reati deve considerarsi una separata e successiva condotta di impiego, sostituzione o trasferimento, e quindi costituisce il risultato dell’attività delittuosa che sta alla base del reato di autoriciclaggio. Così ha stabilito la Corte di cassazione penale, sez. II, con la sentenza n. 16369/2024.

La condotta di investimento delle somme rinvenienti dal reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, rispettivamente disciplinati dagli artt. 3 e 8 del dlgs n. 74 del 2000, può considerarsi rilevante sul piano penale con riferimento alla fattispecie di autoriciclaggio prevista dall’art. 648ter.1.

Ciò perché la lecita vestizione delle somme, dei beni o delle altre utilità, provenienti dai citati reati deve considerarsi una separata e successiva condotta di impiego, sostituzione o trasferimento, e quindi costituisce il risultato dell’attività delittuosa che sta alla base del reato di autoriciclaggio. Così ha stabilito la Corte di cassazione penale, sez. II, con la sentenza n. 16369/2024.

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